Traumi prenatali

Gemelli superstiti

Uno dei temi più frequenti, nell’ambito delle Biocostellazioni®, è la scoperta di un grave trauma prenatale, a seguito della scomparsa di un gemello di cui non si è a conoscenza.

Molte persone non sanno di aver avuto un gemello all’inizio della gravidanza e di aver trascorso con lui le prime settimane. Poi questo gemello è improvvisamente morto e hanno proseguito da soli il cammino nella vita, ricevendo una traccia indelebile di questa esperienza. Si tratta di un evento importantissimo: questi gemelli superstiti instaurano per primi una relazione con i fratellini che andranno perduti, solo molto tempo dopo “conosceranno” la mamma. Il gemello è quindi il primo fondamentale contatto: quando si spezza, chi resta solo nel percorso fino alla nascita vive un’autentica tragedia.

Ho potuto osservare che c’è una vera e propria atrofia nel movimento vitale, nell’energia, nel desiderio e nella relazione in coloro che hanno vissuto tale esperienza durante la gestazione. Spesso non vi è alcun desiderio, né spinta, né aspirazione, perché l’anima è attratta dal gemello morto e la vita procede con fatica e apatia in una continua e inspiegabile depressione. La sensazione descritta dai più è di girare a vuoto, disorientati, senza una meta, disperdendo energia e risorse. Inconsciamente, questo vuol dire «guardare al gemello morto». Dunque, non disporre di energia per affrontare la vita normalmente. Una situazione diffusa ma, apparentemente, senza soluzione: i percorsi tradizionali, ignorando la presenza del gemello scomparso e quindi del trauma originario, girano a vuoto, in un aiuto che non può mai raggiungere una soluzione.

I genitori e in particolare la madre, infatti, quasi sempre non hanno percezione di questo fenomeno, se non il ricordo di una grande malinconia o di una forte crisi di pianto, in concomitanza con la scomparsa dell’altro gemello. Talvolta vi può essere una traccia in una minaccia di aborto, in una cisti dermoide che si trova all’interno del gemello superstite, o in una parte della placenta.

Questo tipo di collegamento con un morto è una possibile causa di depressione ed è quindi molto difficile intervenire, al di fuori della consapevolezza del reale accaduto. E di una elaborazione e integrazione complete.

Il gemello sopravvissuto, specialmente, percepisce a livello inconscio di non aver diritto a vivere, a essere felice, a relazionarsi con persone che lo amino e lo rispettino, a conquistare una professione in cui realizzarsi pienamente. Non è raro che faccia due mestieri o che si laurei in una materia e lavori in tutt’altro ambito. In ogni caso, tutti ottimi motivi per precludersi il successo.

È frequente che questi gemelli attraggano a sé altri gemelli superstiti e rimettano in scena il conflitto arcaico, in una segreta lotta inconscia, una nuova e lacerante competizione per l’esistenza che può persino concludersi con la malattia e la morte per uno dei due. O di entrambi.

La soluzione in questo caso è nel prendere coscienza di quanto avvenuto prima della nascita, onorando il gemello scomparso e portandolo con sé nella propria vita di gioia e abbondanza.

Ho osservato un fenomeno simile, seppure di entità minore, in chi è nato dopo un fratello morto. Soprattutto, quando ne porta il nome: come se i genitori, vista l’esperienza traumatica, negassero il dolore, cancellassero dalla famiglia il figlio venuto prima, dicendogli “ti abbiamo sostituito”. Questo costituisce per il bambino che segue un peso intollerabile. Che spesso viene scontato nel fallimento, nella malattia, in un destino di dolore e mancanza.

Ho conosciuto professionisti, dotati di grande talento e straordinarie capacità, afflitti da un destino in cui, ogni volta, si ritrovavano a fallire o, in vista di un improvviso successo o di una grande occasione, si auto-boicottavano, senza sapere il perché. Alcuni di loro non erano neppure a conoscenza dei fratelli venuti al mondo e scomparsi prima della nascita; altre volte, pur sapendolo, non avevano mai preso coscienza che tale evento fosse sullo sfondo di tutti i movimenti di sabotaggio che innescavano inconsapevolmente. L’incontro con un rappresentante del fratello precedente è stato, in tutti i casi, profondamente emozionante e risolutivo. Come lo è qualunque momento in cui una persona fa pace con il proprio passato e abbraccia la vita nella sua pienezza.

Altre volte la depressione è relativa alla separazione dalla mamma nei primi momenti di vita o al contatto inconscio con qualcuno d’importante che è venuto a mancare nella famiglia, anche una o due generazioni prima, e che non è “visto” e rispettato, o ricordato con affetto. Forse perché legato a vicende percepite con vergogna o disprezzo.

Perché la vita possa fluire e aprirsi all’abbondanza, alla salute, al benessere, è necessario che tutti gli elementi della famiglia, anche quelli di cui non si sa nulla (ad esempio i gemelli scomparsi), vengano opportunamente riconosciuti, onorati e amati.

Solo in armonia con i morti, coloro che vivono possono desiderare e riconnettersi completamente alla Vita.

 

Per ulteriori approfondimenti: http://www.gemellisuperstiti.com/